Il rischio derivante dall’esposizione ai campi elettromagnetici

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L’ormai noto Decreto Legislativo 81 del 2008 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi ai quali risultano esposti i lavoratori durante lo svolgimento della propria attività. Nell’ambito degli operatori del food and beverage alcuni rischi sono sicuramente sottovalutati o nella maggior parte dei casi nemmeno presi in considerazione. Tra questi troviamo i rischi derivanti dallo stress lavoro correlato, di cui tratterò prossimamente e i rischi derivanti dall’esposizione ai campi elettromagnetici.

Cottura a induzione

Normalmente un imprenditore che opera nel nostro settore non associa tale rischio ai nostri ambienti di lavoro. Viceversa negli ultimi anni ho verificato che i campi elettromagnetici sono a volte “abbondanti” nelle cucine più moderne.

Architetti e ingegneri, sempre più attenti agli aspetti ambientali sia in relazione ai consumi energetici sia in funzione dei rischi presenti sui luoghi di lavoro, progettando le nuove cucine, introducono sempre più spesso sistemi di cottura a induzione.

Nelle attività che si svolgono presso grandi alberghi spesso si trovano sistemi a induzione per mantenere in temperatura alimenti già pronti serviti a buffet durante la prima colazione.

La presenza di piastre a induzione e forni a microonde determina la possibile esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici (vedasi box).

Attenzione al pacemaker

Prima di installare tali macchine in un ambiente dove già lavorano degli addetti o viceversa prima di assumere un nuovo lavoratore dove tali apparecchi siano già installati è necessario accertarsi che nessun individuo che accede in vicinanza dei fornelli sia portatore di pacemaker.

Il pacemaker è un apparecchio molto sensibile ai campi elettromagnetici.

Una volta che i fornelli a induzione sono installati è obbligatorio integrare la valutazione dei rischi con la misurazione e valutazione dei campi elettromagnetici. Sarà così opportuno stabilire regole di utilizzo preciso quale ad esempio quella di utilizzare le piastre il più lontano possibile dall’operatore, in quanto l’intensità dei campi decade rapidamente aumentando la distanza.

È poi fondamentale utilizzare idonee pentole per evitare che i campi vengano dispersi nell’ambiente anziché concentrarsi nella pentola quindi sull’alimento in cottura.

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Autore

Michele Nogara

Specialista in Ispezione degli Alimenti di origine Animale (ASL Como – Albo Milano n.2421)
Auditor Sistemi Gestione Salute e Sicurezza OHSAS 18000
Auditor Sistemi Gestione Qualità ISO 9000
Auditor Sistemi Gestione Sicurezza Alimentare ISO 22000
RSPP abilitato per tutti i macrosettori ATECO

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