I principali rischi per i lavoratori che operano in birrificio – parte seconda
Abbiamo già parlato della valutazione di tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro soffermandoci sul principio che per lavorare in sicurezza sia fondamentale adempiere a quanto previsto dal Decreto Legislativo n.81/2008. L’altra volta ci siamo soffermati su alcuni specifici rischi che riguardano i birrifici (si veda alle pp. 88 – 89 del Mondo della Birra di Dicembre 2015 Gennaio 2016).
Proseguiamo quindi su questa linea. È opportuno ricordare che l’Allegato I al D.Lgs. 81/08 riporta l’elenco delle gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Tra le principali, che possono interessare sicuramente il mondo di produzione della birra, sono menzionate:
- mancata elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
- mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed Evacuazione;
- mancata formazione e addestramento;
- mancata costituzione del Servizio
di Prevenzione e Protezione e nomina del relativo Responsabile (RSPP).
I rischi più rilevanti
In particolare ci siamo addentrati negli obblighi in relazione alla valutazione di tutti i rischi, soffermandoci su quelli più rilevanti nel nostro contesto lavorativo.
Parleremo perciò del rischio incendio ed esplosione e del rischio legato all’assunzione di alcol durante il lavoro ovvero durante l’assaggio delle birre.
L’analisi dei rischi e le relative considerazioni derivano dall’esperienza dello scrivente dopo avere effettuato numerose valutazioni dei rischi in laboratori artigianali.
Rischio incendio ed esplosione:
in ogni birrificio esiste sicuramente una caldaia alimentata con combustibile liquido, gassoso e raramente solido, per riscaldare l’acqua che rappresenta il mezzo fondamentale grazie al quale possono avvenire tutte le reazioni enzimatiche necessarie.
Le caldaie di supporto ai laboratori, nella maggior parte dei casi hanno una potenza superiore alle 100.000 kcal ovvero 116 kw, quindi rientranti al punto 74 del D.P.R. 151/2011, soggette al Certificato di Prevenzione Incendi.
Ogni impianto dovrà essere garantito da un tecnico abilitato nell’ambito della prevenzione incendi.
Il datore di lavoro dovrà avere un numero di addetti antincendio formati in conformità al rischio incendio (corso di 8 ore o corso di 16 ore con esame presso i Vigili del Fuoco per attività ad alto rischio).
Dalle esplosioni all’alcol…
Il rischio esplosione si raffigura dove siano presenti silos per lo stoccaggio di orzo e frumento. Lo scarico dai mezzi di trasporto e il carico dei silos, lo svuotamento dei silos e l’avvio in produzione dei cereali provoca la produzione di polveri che, in determinate situazioni, potrebbero esplodere. Una corretta valutazione delle aree soggette alla formazione di atmosfere potenzialmente esplosive è un requisito fondamentale per la corretta gestione di tutti i rischi presenti sul luogo di lavoro.
La presenza di aree pericolose potrebbe essere determinante ai fini delle scelta delle attrezzature.
La Valutazione del rischio incendio e della presenza di atmosfere esplosive sono così una sezione importante del DVR.
Rischio legato all’assunzione di alcol:
è buona consuetudine che il mastro birraio assaggi ogni lotto di produzione. La legge che ha istituito l’obbligo dell’assicurazione obbligatoria (legge 1124 del 1965) prevede esplicitamente che sia vietato assumere alcolici durante l’orario di lavoro.
Significa che il DVR dovrà contenere una procedura chiara in relazione alla modalità di esecuzione degli assaggi.
La procedura dovrà necessariamente concludersi evidenziando l’obbligo di non ingerire la birra assaggiata. Dovranno quindi essere disponibili contenitori nei quali sputare la birra dopo averla assaggiata. Mio malgrado, non ho mai visto rispettare questa procedura!
Concludo, esortando tutti i datori di lavoro a prestare la massima attenzione alla gestione della sicurezza sui luoghi di lavoro, rispettando tutti i precetti contenuti nella norma.
Leggi il pdf dell’articolo originale.
Autore
Michele Nogara
Specialista in Ispezione degli Alimenti di origine Animale (ASL Como – Albo Milano n.2421)
Auditor Sistemi Gestione Salute e Sicurezza OHSAS 18000
Auditor Sistemi Gestione Qualità ISO 9000
Auditor Sistemi Gestione Sicurezza Alimentare ISO 22000
RSPP abilitato per tutti i macrosettori ATECO

