I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) – seconda parte

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Facendo seguito alle indicazioni fornite su un precedente numero (Mondo Birra settembre 2016 pag. 98), desidero questa volta soffermarmi su alcuni importanti aspetti legati alla gestione dei DPI.

Innanzi tutto la scelta dei Dispositivi di Protezione individuale deve essere consona all’utilizzo previsto.

Pensiamo a un lavoratore esposto al rischio rumore per il quale fosse necessaria una riduzione di tre decibel (dB). In questo caso potrebbe essere sufficiente l’utilizzo di inserti auricolari (tappi) affinché il lavoratore possa continuare a percepire quanto avviene nell’ambiente circostante.

Viceversa dotare il lavoratore di cuffie che attenuino il livello di pressione sonora di quasi 25 dB potrebbe portare a isolare il lavoratore esponendolo al rischio di non percepire correttamente quanto stia avvenendo attorno a lui.

Analogamente dotare i lavoratori di DPI ingombranti se non necessari potrebbero indurre i lavoratori a non utilizzarli perché scomodi (per esempio guanti sovradimensionati che annullano la percezione sensoriale durante l’esecuzione di regolazioni fini ecc).

Istruzioni chiare e precise

Affinché i lavoratori utilizzino correttamente i DPI è necessario che durante le sessioni di formazione siano date chiare e precise istruzioni circa il loro utilizzo e il corretto modo per indossarli.

Banalmente non spiegare a un lavoratore che prima di inserire un inserto auricolare sia necessario abbassare il lobo dell’orecchio per favorirne l’introduzione, ne comprometterà il corretto utilizzo e il lavoratore non coglierà miglioramenti utilizzandoli.

I DPI sono suddivisi in tre categorie a seconda del livello di protezione che devono garantire.

In particolare:

Categoria I: comprende esclusivamente l’esposizione a rischi minimi quali per esempio: lesioni meccaniche superficiali; contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua ecc.

Categoria II: comprende i rischi diversi da quelli elencati nelle categorie I e III.

Categoria III: comprende i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili, per esempio: sostanze e miscele pericolose per la salute;

cadute dall’alto; scosse elettriche e lavoro sotto tensione; getti ad alta pressione; rumore nocivo.

La formazione per i DPI di categoria III è fondamentale in quanto l’eventuale non corretto utilizzo potrebbe causare gravi lesioni o la morte del lavoratore

Personalmente suddivido i DPI in due macro categorie ovvero DPI che diminuiscono effettivamente l’esposizione dei lavoratori a un determinato rischio (cuffie, scarpe antiscivolo ecc.) da quelli che non diminuiscono immediatamente l’esposizione a un rischio ma qualora il rischio si concretizzasse diminuiscono gli effetti sul lavoratore (per esempio un casco, che non diminuisce la probabilità di essere colpiti alla testa, ma qualora si verificasse tale circostanza la testa sarà protetta).

Utilizzo corretto e puntuale

Qualsiasi siano i DPI è necessario che i lavoratori li custodiscano con attenzione e il datore di lavoro li sostituisca a tempi predeterminati o comunque in seguito al loro precoce deterioramento. Come al solito quando si parla di sicurezza sui luoghi di lavoro si parla di responsabilità penali per il datore di lavoro che non dovesse distribuire i DPI necessari alle lavorazioni previste o non si preoccupasse che i lavoratori li indossino correttamente.

Ricordo che non basta consegnarli ai lavoratori ma è obbligatorio verificarne il corretto e puntuale utilizzo. Insomma il legislatore impone al datore di lavoro di gestire i propri lavoratori come un buon padre di famiglia. Per rendere al meglio questo concetto faccio questo esempio: se doveste vedere vostro figlio di sei anni sporgersi dal balcone, fareste di tutto per impedirgli di farlo nuovamente. Non aspettereste certamente che cada per poi dire che gli era stato detto di non sporgersi!

Con i lavoratori restii a utilizzare i DPI sarà necessario mettere in atto le misure necessarie affinché li utilizzino correttamente. Si potrà arrivare alla lettera di richiamo e perfino al licenziamento.

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Autore

Michele Nogara

Specialista in Ispezione degli Alimenti di origine Animale (ASL Como – Albo Milano n.2421)
Auditor Sistemi Gestione Salute e Sicurezza OHSAS 18000
Auditor Sistemi Gestione Qualità ISO 9000
Auditor Sistemi Gestione Sicurezza Alimentare ISO 22000
RSPP abilitato per tutti i macrosettori ATECO

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